Inquadratura da telecamera di sorveglianza di un angolo sterrato di villaggio tropicale: una station wagon verde col portellone posteriore aperto e le cassette di frutta dentro, un capannello di vicini intorno che comprano, una piccola berlina rossa parcheggiata a sinistra e un cane nero focato in primo piano; sullo sfondo case, una bottega e una moto, con la data 2026-06-07 18:20 stampata in alto

L'ambulante marcio

Marco Polo attraversava deserti e montagne per raggiungere i bazar dell’Oriente; l’ambulante marcio fa l’esatto contrario — il mercato lo porta lui, davanti a casa tua, dal bagagliaio aperto di una station wagon verde parcheggiata sullo sterrato del villaggio. Niente bancarella, niente bilancia da fiera: tre libbre di pere (un chilo e 350 grammi) a un euro e venti, e due ananas interi sempre a un euro e venti. Stesso prezzo per cose diverse, vicini in capannello e il cane di guardia: il bazar più marcio che ci sia, ripreso dalla telecamera di casa.

7 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Due bicchieri di plastica pieni di frutta e caramelle su un bancone di vetro: a sinistra uno arancione con una bandierina d'ananas e una ciliegia su uno stecco, a destra uno rosso con un pezzo di cocomero sul bordo; intorno barattoli di vetro con caramelle gommose colorate, sullo sfondo una piazza con una moto e alberi

Il cocktail marcio

Marco Polo brindava alla corte del Gran Khan con coppe d’oro e vini d’Oriente; il cocktail marcio si beve in piazza, da un carretto con i barattoli di caramelle gommose, una Corona Extra in mano e una colata di sciroppo e cioccolato versata sopra con il guanto di lattice. Frutta, gel zuccherati, una ciliegia infilzata su uno stecco e una birra: non è un drink, è un luna park dentro un bicchiere di plastica.

7 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Una strada di villaggio asfaltata e crepata che sale tra la vegetazione fitta, una moto parcheggiata sulla sinistra, una recinzione di rete metallica e fiori rossi sulla destra; sul ciglio della strada un telo con dei chicchi di caffè stesi ad asciugare al sole

Il caffè marcio

Marco Polo riportava spezie e profumi dalle corti d’Oriente; il caffè marcio nasce qui, steso ad asciugare su un telo accanto all’asfalto della strada del villaggio, tra una moto parcheggiata e la siepe di fiori rossi. Niente piantagione da cartolina, niente sacchi di juta firmati: solo chicchi al sole sul ciglio della strada, polvere compresa, in attesa di diventare nei prossimi giorni la tazzina più marcia che ci sia.

7 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Un laghetto artificiale dall'acqua calma e immobile color caffellatte che riflette le palme e il cielo, con una collina verde e una palma sulla riva sterrata sullo sfondo, sotto un cielo coperto

Il ristorante marcio

Il ristorante marcio è una tettoia di lamiera con le sedie di plastica spaiate, una moto parcheggiata in sala e il prato per pavimento. Menù non ce n’è: il secondo per ora nuota nel laghetto qui dietro, e fa il tragitto più corto del mondo dalla pinna alla padella. Marco Polo avrebbe storto il naso; io mi siedo e indico l’acqua.

7 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Una strada sterrata di periferia tropicale: una recinzione di rete metallica coronata di filo spinato attorno a un terreno, un cartello giallo e rosso 'SE VENDE CISCO' inchiodato storto a un palo della luce, alberi di mango e cielo coperto

Vendesi Cisco

Su una strada sterrata ai confini del niente, un cartello giallo e rosso dipinto a mano e inchiodato storto a un palo della luce: SE VENDE CISCO. Non il marchio dei telefoni da ufficio — qui Cisco è un terreno recintato col filo spinato, dei manghi e qualche bombola del gas. Marco Polo non avrebbe comprato; io quasi chiamo il numero.

7 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
La piazza grigia e semivuota di un villaggio tropicale di provincia: due moto che la attraversano, basse case con tetti di lamiera, una concessionaria Yamaha e colline verdi con un'antenna sullo sfondo, sotto un cielo coperto

Il sabato del villaggio marcio

Sabato pomeriggio in un villaggio Marcio: piazza grigia e vuota, un distributore Terpel, una torre dell’acqua arrugginita. Poi, da una tettoia di lamiera, la discoteca a tutto volume — perché in provincia non si aspetta il buio per ballare. Marco Polo si sarebbe fermato per il pieno; io resto per il ballo.

6 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Una baracca col tetto di lamiera rosa, muri di mattoni a vista e un telo verde, in mezzo a un bananeto su un belvedere che si affaccia sulla vallata verde del villaggio Marcio

La villetta marcia

Si parte in sella, doppia striscia gialla e contagiri che trema, e si arriva lassù: un belvedere sul nulla verde, e in mezzo al bananeto la villetta. Quattro mattoni a vista, un telo verde per parete e un tetto di lamiera rosa shocking che urla più del panorama. Marco Polo cercava palazzi d’Oriente; io ho trovato questa, ed è meglio.

4 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Grigliata notturna in mezzo alla strada nel villaggio Marcio: Alfonso, in canotta e ciabatte, sigaretta in bocca e lattina di birra in mano, griglia carne su un braciere di ferro avvolto da una colonna di fumo

La grigliata marcia

Cala la notte sul villaggio Marcio e Alfonso — quello del maiale e dell’iguana — accende il braciere in mezzo alla strada: un catino di ferro su tre gambe, una colonna di fumo, braciole e salsicce che colano sulla brace. Canotta, ciabatte, birra e sigaretta. Marco Polo tornava dalla Via della Seta con le spezie; io torno col fumo.

3 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Stazione di servizio di notte: tettoia bianca illuminata e insegna verde nel buio, asfalto bagnato, e poco oltre le moto parcheggiate in fila

La stazione marcia

Di giorno è solo un distributore di benzina. Di notte diventa il centro del villaggio Marcio: la tettoia illuminata come un’isola nel buio, i cavalli a motore in fila e, su tutti, un vecchio Yamaha 80 due tempi con la ruota liscia come la seta e la Madonna sul parafango. Il caravanserraglio marcio — con due cagnacci di guardia.

2 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Gallo rosso impettito tra le galline che razzolano nel cortile di terra battuta, con carriola, barili e sacchi sullo sfondo

Il Gallinaccio Marcio

C’è un re, in questo cortile, e non sono io. Petto in fuori, cresta al vento e harem al seguito, il gallinaccio mi squadra come l’ultimo arrivato. Gli ho spiegato che il blog è mio. Non gli è importato un fico secco.

2 giugno 2026 · 1 minuto · Marcio Polo