Marcio 1.0

C’è un re, in questo cortile, e mi spiace deludervi: non sono io.

È il gallinaccio. Petto gonfio, cresta come una corona di seconda mano, e un harem di galline che lo seguono fingendo di cercare vermi ma in realtà di applaudirlo. Cammina come se l’asfalto fosse tappeto rosso — peccato sia terra battuta, fango e bucce — e mi squadra con quell’occhio laterale che dice: «E tu chi saresti?».

Gli ho spiegato, con calma, che il blog è mio, che la telecamera è mia, che il marcio l’ho scoperto prima io. Lui ha fatto due passi, ha scrollato le piume e ha cantato — non per me, per il principio. Il gatto, lì dietro, ha capito tutto e si è tolto di mezzo.

Marco Polo trattava con imperatori. Io tratto con un pennuto che pensa di esserlo, e che in questo angolo di mondo, va detto, ha pure ragione. Lunga vita al Gallinaccio Marcio: regna su un regno che puzza, ma regna.