Roma dormitorio marcio
di Fabio · 17 giugno 2026
Fabio torna a Roma e non manda la cartolina: manda il dormitorio. Stessa piazza all'ombra del monumento vicino a Castel Sant'Angelo — sampietrini sconnessi, scooter scrostati parcheggiati a spina, gli ombrelloni di un bar sullo sfondo — e ai piedi del basamento un uomo steso a dormire in pieno giorno sul lastricato, come fosse un letto. La piazza che la guida fotografa dall'alto, qui è una camerata a cielo aperto: niente porta, niente materasso, solo pietra e sole, in mezzo ai turisti che lo scavalcano con lo sguardo. Marco Polo cercava un giaciglio nei caravanserragli in capo al mondo; a Roma il caravanserraglio è gratis e senza tetto.
Villaggio Marcissimo
di Massimo · 17 giugno 2026
Massimo molla per un attimo il bus e punta la camera sul villaggio intero: il marcio, dice lui, «ai massimi livelli». E c'è tutto davvero. La strada sterrata, un comedor giallo-arancio montato sopra un carretto a tre ruote, le moto che sfrecciano a un palmo dalla gente, l'ombrellone rosso scolorito del venditore e, sopra ogni cosa, il groviglio di fili elettrici che pende dai pali come spaghetti dimenticati. Niente costruito per durare, tutto improvvisato e funzionante: la cucina cammina, il mercato è la carreggiata, la rete elettrica è una matassa. Marco Polo raccontava città di seta e oro; Massimo inquadra il villaggio che tiene insieme tutto con lo spago e ci vive benissimo.
Il bus marcio
di Massimo · 12 giugno 2026
Massimo mi scrive da un viaggio e non manda il panorama: manda il sedile. I posti buoni erano finiti, e così è finito a viaggiare nel «bus di lusso», nel posto più vicino possibile al cesso — strategico, dice lui, in caso di vomito o cacarella. Marco Polo aveva le carovane; Massimo ha lo sciacquone a trenta centimetri dall'orecchio.
Il furgoncino Marcio
di Massimo · 12 giugno 2026
Sempre Massimo, sempre dal bus marcio: mentre respira i fumi del cesso, vede passare il genio sull'altra corsia. Un furgoncino aperto con la gente in piedi nel cassone, sotto il cielo. «Avrei preferito rischiare la vita lì sopra che continuare a respirare l'aria marcia del cesso del bus marcio.» Il marcio, a volte, è la cosa che NON hai preso.
Angelo o diavolo?
di Peter · 7 giugno 2026
Peter torna da New York e non manda il paradiso: manda un angelo. Un uomo con due ali bianche di piume e un tanga rosso, in piedi sul marciapiede del Village tra le impalcature e un sacco della spazzatura. Angelo o diavolo? Nella citta' che si vende come il cielo in terra, il santino gira di spalle, mezzo nudo, e aspetta che qualcuno gli dia retta.
Biplano Marcio
di Alfonso · 4 giugno 2026
Alfonso atterra dove Marco Polo non si sarebbe nemmeno fermato a fare scalo: aeroporto di provincia ai tropici, mezzanotte, la pista bagnata che luccica di pioggia e cherosene. Lo chiama biplano, ma e' un vecchio turboelica HK che sputa i passeggeri dalla scaletta posteriore tra i coni arancioni. E li' in prima fila, abbandonata sull'asfalto, una sedia a rotelle vuota: il marcio del viaggio non e' la meta, e' la sala d'imbarco che nessuno mette in cartolina.
L'uomo trottola
di Peter · 2 giugno 2026
Peter mi scrive da New York e non mi manda lo skyline: mi manda il marcio. Un uomo gira sullo skateboard tra le vetrine lucide di Bleecker e i sacchi della spazzatura sul marciapiede — il mondo gira, ed anche lui. Promemoria che anche nella città venduta come il meglio del mondo, sotto la vernice, il marcio cola uguale.
Iguana marcia
di Alfonso · 2 giugno 2026
Alfonso non smette: dopo il maiale, un'iguana. Un cortile ai tropici, il bucato pulito che sventola in alto e sotto un tappeto di frutta caduta che fermenta al sole. In mezzo, immobile, il piccolo signore verde del marcio.
Maiale Marcio
di Alfonso · 1 giugno 2026
Sulla Via della Seta Marco Polo passava oltre; io e Alfonso ci fermiamo. Qui il maiale affumicato marcisce di gloria: grasso che cola, fumo che impregna, e quel sentore dolciastro che solo il marcio sa regalare.
Hai appena visto cosa trovano gli altri. Adesso tocca a te: filma il tuo marcio, mandamelo, e se merita finisce qui — col tuo nome, su questo server, senza un solo algoritmo di mezzo.
Per caricare serve una parola d'ordine. Non la regalo al primo che passa: scrivimi, raccontami cosa hai scovato, e se mi convinci è tua.
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