Visto dal finestrino di un bus in autostrada, un furgoncino a pianale giallo con alcune persone in gilet arancione in piedi nel cassone aperto

Il furgoncino Marcio

Secondo dispaccio di Massimo, sempre dal bus marcio: mentre respira i fumi del cesso a trenta centimetri dal sedile, sull’altra corsia gli passa davanti il genio. Un furgoncino aperto con la gente in piedi nel cassone, sotto il cielo. «Avrei preferito rischiare la vita lì sopra», dice. Il marcio, a volte, è la cosa che NON hai preso.

12 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Interno di un autobus interurbano con sedili in tessuto blu a fantasia, un trolley a fiori appoggiato sul sedile e il bagno del bus sul fondo

Il bus marcio

Massimo manda il primo dispaccio dal suo viaggio: i posti buoni erano finiti, e così si è ritrovato sul «bus di lusso», nel sedile più vicino possibile al cesso. Strategico, dice lui, in caso di vomito o cacarella. Marco Polo aveva le carovane; Massimo ha lo sciacquone a trenta centimetri dall’orecchio.

12 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Palazzo coloniale d'angolo con balcone curvo in ferro battuto, intonaco verde acqua scrostato e mura scolorite, in una via del centro storico

Il palazzo marcio

Un palazzo coloniale nel centro storico: balconi di ferro battuto, intonaco che si scrosta a lembi, piante che crescono dentro le stanze. Lo giro da un lato e dall’altro per non perdermi niente, mentre davanti parcheggiano i SUV di lusso. E come bonus, all’angolo, un palazzo a cui hanno tolto pure il tetto: scheletro di cemento, finestre murate, e sopra il cielo al posto delle camere.

12 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Vecchia Renault 12 familiare azzurra parcheggiata sul bordo della strada, ammaccata e arrugginita lungo la fiancata, con portapacchi sul tetto e targa colombiana, davanti a palazzi di mattoni rossi

La macchina marcia

Una Renault 12 familiare azzurra, ferma sul ciglio della strada da prima che io nascessi: ammaccata su ogni fianco, ruggine sotto le maniglie, portapacchi sul tetto come una corona storta. Una macchina marcia in tutti i sensi — eppure è ancora lì, e domani riparte. Marco Polo ha attraversato l’Asia una volta sola; lei lo fa ogni mattina, sugli stessi quattro pneumatici lisci.

11 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Inquadratura da telecamera di sorveglianza di un angolo sterrato di villaggio tropicale: una station wagon verde col portellone posteriore aperto e le cassette di frutta dentro, un capannello di vicini intorno che comprano, una piccola berlina rossa parcheggiata a sinistra e un cane nero focato in primo piano; sullo sfondo case, una bottega e una moto, con la data 2026-06-07 18:20 stampata in alto

L'ambulante marcio

Marco Polo attraversava deserti e montagne per raggiungere i bazar dell’Oriente; l’ambulante marcio fa l’esatto contrario — il mercato lo porta lui, davanti a casa tua, dal bagagliaio aperto di una station wagon verde parcheggiata sullo sterrato del villaggio. Niente bancarella, niente bilancia da fiera: tre libbre di pere (un chilo e 350 grammi) a un euro e venti, e due ananas interi sempre a un euro e venti. Stesso prezzo per cose diverse, vicini in capannello e il cane di guardia: il bazar più marcio che ci sia, ripreso dalla telecamera di casa.

7 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Due bicchieri di plastica pieni di frutta e caramelle su un bancone di vetro: a sinistra uno arancione con una bandierina d'ananas e una ciliegia su uno stecco, a destra uno rosso con un pezzo di cocomero sul bordo; intorno barattoli di vetro con caramelle gommose colorate, sullo sfondo una piazza con una moto e alberi

Il cocktail marcio

Marco Polo brindava alla corte del Gran Khan con coppe d’oro e vini d’Oriente; il cocktail marcio si beve in piazza, da un carretto con i barattoli di caramelle gommose, una Corona Extra in mano e una colata di sciroppo e cioccolato versata sopra con il guanto di lattice. Frutta, gel zuccherati, una ciliegia infilzata su uno stecco e una birra: non è un drink, è un luna park dentro un bicchiere di plastica.

7 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Una strada di villaggio asfaltata e crepata che sale tra la vegetazione fitta, una moto parcheggiata sulla sinistra, una recinzione di rete metallica e fiori rossi sulla destra; sul ciglio della strada un telo con dei chicchi di caffè stesi ad asciugare al sole

Il caffè marcio

Marco Polo riportava spezie e profumi dalle corti d’Oriente; il caffè marcio nasce qui, steso ad asciugare su un telo accanto all’asfalto della strada del villaggio, tra una moto parcheggiata e la siepe di fiori rossi. Niente piantagione da cartolina, niente sacchi di juta firmati: solo chicchi al sole sul ciglio della strada, polvere compresa, in attesa di diventare nei prossimi giorni la tazzina più marcia che ci sia.

7 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Marciapiede di New York sotto un'impalcatura di tubi, davanti a un palazzo di mattoni rossi del Village: un uomo di spalle con grandi ali bianche di piume, tanga rosso e anfibi, accanto a una borsa e a un sacco scuro buttati a terra

Angelo o diavolo?

Peter torna da New York e non manda il paradiso: manda un angelo. Un uomo con due ali bianche di piume e un tanga rosso, in piedi sul marciapiede del Village tra le impalcature e un sacco della spazzatura. Angelo o diavolo? Nella città che si vende come il cielo in terra, il santino gira di spalle e aspetta che qualcuno gli dia retta.

7 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Un laghetto artificiale dall'acqua calma e immobile color caffellatte che riflette le palme e il cielo, con una collina verde e una palma sulla riva sterrata sullo sfondo, sotto un cielo coperto

Il ristorante marcio

Il ristorante marcio è una tettoia di lamiera con le sedie di plastica spaiate, una moto parcheggiata in sala e il prato per pavimento. Menù non ce n’è: il secondo per ora nuota nel laghetto qui dietro, e fa il tragitto più corto del mondo dalla pinna alla padella. Marco Polo avrebbe storto il naso; io mi siedo e indico l’acqua.

7 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo
Una strada sterrata di periferia tropicale: una recinzione di rete metallica coronata di filo spinato attorno a un terreno, un cartello giallo e rosso 'SE VENDE CISCO' inchiodato storto a un palo della luce, alberi di mango e cielo coperto

Vendesi Cisco

Su una strada sterrata ai confini del niente, un cartello giallo e rosso dipinto a mano e inchiodato storto a un palo della luce: SE VENDE CISCO. Non il marchio dei telefoni da ufficio — qui Cisco è un terreno recintato col filo spinato, dei manghi e qualche bombola del gas. Marco Polo non avrebbe comprato; io quasi chiamo il numero.

7 giugno 2026 · 2 minuti · Marcio Polo