Villaggio Marcissimo
Massimo molla per un attimo il bus e punta la camera sul villaggio intero: il marcio, dice lui, «ai massimi livelli». E c’è tutto davvero. La strada sterrata, un comedor giallo-arancio montato sopra un carretto a tre ruote, le moto che sfrecciano a un palmo dalla gente, l’ombrellone rosso scolorito del venditore e, sopra ogni cosa, il groviglio di fili elettrici che pende dai pali come spaghetti dimenticati. Niente costruito per durare, tutto improvvisato e funzionante.